Malattia di Alexander

 

L’Alexander è una malattia genetica, autosomica recessiva, neurodegenerativa, caratterizzata da una degenerazione della materia bianca del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Colpisce singoli bambini e singole famiglie. Sono state descritte forme differenti sulla base dell’età di esordio e delle caratteristiche cliniche:

Forma Infantile. Si presenta nel primo periodo della vita con macrocefalia, idrocefalia e ritardo psicomotorio, spasticità, movimenti disordinati, ritardo mentale, crisi epilettiche. Mediamente insorge tra i 6 mesi e i due anni di età, ed è la forma più comune nei maschi rispetto alle tre varianti. La morte avviene nel secondo e terzo anno di età.

Forma giovanile. Si presenta tra i 7 e i 14 anni con manifestazioni neurologiche (sviluppo ritardato psicomotorio, disordine nei movimenti, atassia, spasticità, difetti visivi, displagia, movimenti facciali, linguaggio nasale, atrofia della lingua, indebolimento muscolare), con lo stato mentale intatto.

Forma Adulta. E’ clinicamente simile alla Sclerosi Multipla, con manifestazioni di atassia e tetraparesi spastica.

L’incidenza della malattia di Alexander (1:100.000), costituisce la forma più rara di leucodistrofia (pochi casi conosciuti). Questa malattia continua a dare difficoltà diagnostiche in pazienti vivi per la sua variabile e spesso insidiosa presentazione clinica.
Istologicamente, è caratterizzata da una diffusa demielinizzazione e dalla formazione delle fibre di Rosenthal a livello della sostanza bianca cerebrale.
Le indagini ad immagini rilevano una leucodistrofia progressiva. L’Elettromiografia rileva un ritardo di conduzione nervosa.
Nessun trattamento è disponibile per la reale cura della malattia. Alcuni trattamenti sono di supporto: ad es. il trattamento per il disordine nei movimenti o degli attacchi convulsivi.
Il gene è stato isolato e localizzato sul cromosoma 17q21 ed è possibile la diagnosi prenatale.
Si tratta di un esempio di leucodistrofia, dovuta ad un danno degli astrociti, che si esprime solo per il gene interessato (GFAP).
La maggior parte delle mutazioni note sono “DE NOVO”.

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