L’invalidità

 

I pazienti affetti da malattie rare devono fare particolare attenzione quando intendono chiedere l’invalidità civile che dà diritto ad alcune agevolazioni da parte dello Stato ed, in particolare, del Servizio sanitario nazionale.

Essere affetto da una patologia rara, infatti, può essere due volte sconveniente in Italia: la patologia può non essere inserita nell’elenco ministeriale (scarica qui l’elenco aggiornato al 2017) e quindi non essere ‘esente da ticket’, oppure può trattarsi di una patologia così rara da essere sconosciuta al medico INPS che la deve certificare, o alla Commissione Medico Legale che deve accertare l’invalidità civile.

L’invalidità, in generale, va intesa intesa come la difficoltà a svolgere alcune funzioni quotidiane, per effetto di limitazioni fisiche, psichiche, intellettive, visive o uditive.

E molte patologie rare sono disabilitanti, pertanto portano progressivamente ad una perdita della capacità lavorativa e di autonomia.

In generale, per essere ritenuto invalido civile occorrono i seguenti requisiti:

  • avere tra i 18 ed i 65 anni;
  • avere una diminuzione della capacità lavorativa di almeno 1/3;
  • avere meno di 18 anni o più di 65 ma non essere in grado di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

L’invalidità, poi, viene stabilita in percentuale di riduzione della capacità lavorativa:

  • Al 34% si ha diritto ad ausili e protesi, previsti dal nomenclatore nazionale e, comunque, la loro concessione è subordinata alla diagnosi indicata nella certificazione di invalidità.
  • Dal 46% si ha diritto al collocamento mirato.
  • Dal 51% si ha diritto al congedo straordinario per cure e terapie se previsto dal contratto nazionale di categoria di appartenenza.
  • Dal 67% si ha diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario (esclusa la quota fissa). Inoltre: tessera regionale di libera circolazione, con tariffa agevolata, nel rispetto del limite ISEE per usufruirne.
  • Dal 75% si ha diritto all’assegno mensile di assistenza per i pazienti tra i 18 ed i 65 anni privi di occupazione, nel rispetto nel rispetto dei limiti di reddito per usufruirne. L’assegno non è cumulabile con altre prestazioni economiche riconosciute dall’Inps. Gli over 65 possono usufruire dell’assegno sociale.
  • Al 100% – cioè la persona incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita – si ha diritto anche alla pensione di inabilità (nel rispetto nel rispetto dei limiti di reddito per usufruirne) e all’indennità di accompagnamento indipendentemente dall’età e dai redditi posseduti, che viene sospeso durante i periodi di ricovero gratuito in istituto. Per chi supera i 65 anni c’è l’assegno sociale dell’INPS.

Per la valutazione delle percentuali di invalidità civile, leggi quì.

A certificare la ridotta capacità è il medico INPS, a valutarla è, invece, la Commissione ASL Durante la visita di accertamento è possibile farsi assistere (a proprie spese) da un medico di fiducia.

Alla richiesta di invalidità è importante allegare tutta la documentazione possibile inerente la malattia rara, rilasciata da un medico specializzato o dalle strutture a cui ci si è rivolti per la diagnosi, le cure, le terapie e quant’altro.

Per richiedere l’invalidità per malattie rare bisogna, prima di tutto, andare dal medico di base al fine di ottenere il certificato che attesti proprio la sussistenza dell’invalidità, redatto su un apposito modello predisposto dall’Inps ed inviato dal medico all’Istituto per via telematica. Al paziente verrà consegnata una ricevuta con un numero di protocollo.

Successivamente, occorre inviare entro 30 giorni dalla data in cui è stato ottenuto il certificato (altrimenti scade) la domanda di inabilità all’Inps, tramite una delle seguenti modalità d’invio:

  • il sito Internet dell’Inps con il codice pin dell’Istituto o lo Spid (il sistema di identità digitale che dà accesso ai servizi della Pubblica amministrazione);
  • il Contact center dell’Istituto (numero 803.164);
  • un patronato.

indicando sempre il numero di protocollo ricevuto dal medico di base.

Quindi, sarà possibile decidere la data per la visita medica di fronte alla Commissione dell’ASL a cui partecipa, appunto, un medico delegato dall’Inps.

 

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